
Sonia ha una quarantina d’anni e vive da sola. Fino a poco tempo fa era la responsabile del compy, reparto informatica, ma ha rinunciato alle sue prerogative per la mancanza di soddisfazioni e prospettive future nella società per la quale lavora da anni.
Come ogni venerdì sono al lavoro nel centro commerciale, uscita autostrada, vista tangenziale. Sto controllando l’esposizione di alcuni accessori per computer, quando Sonia mi dice
- non vedo l’ora di tornare a casa stasera.
- perché? – chiedo io.
- una mia amica che fa l’insegnante in Grecia, mi ha detto che ritorna in Italia e prima di partire mi ha spedito una sorpresa.
- allora la curiosità è al massimo – ribatto in modo distratto cercando di districarmi tra mini mouse colorati e multi lettori di schede sd.
Sonia continua a parlare, va a fondo.
- Di tutte le mie amiche l’unica ad essere rimasta qui, sono io. Sono andate via tutte …
Sonia si interrompe dal compilare la scheda assistenza che ha sottomano, mi guarda con l’aria di chi vuole confessare qualcosa. Ora l’ascolto veramente. La conversazione prosegue oltre, incurante delle presenze effimere che vengono proiettate fuori dai monitor in esposizione.
- Monica è sposata e vive a Torino, Francesca è quella che si è trasferita in Grecia a lavorare come insegnante e un’altra ancora è finita nonsodove, ma non sta più qui in zona.
- bhè, dico io, sei sempre in tempo ad andare via anche tu se lo vuoi,cosa ti trattiene …
- Mah non saprei… e poi ho fatto una promessa... Prima di morire mio padre ha voluto che comprassi una casa… era la sua preoccupazione principale.
Sonia serve una cliente, l’accompagna alla cassa con in il sorriso standard di cortesia incollato alla faccia.
- arrivederci signora, buona giornata, si ricordi di conservare lo scontrino perché vale come garanzia.
Sonia torna meccanicamente davanti alla scheda assistenza lasciata in sospeso, però con aria concentrata, dice
– certo che sono sempre in tempo ad andarmene,
a mollare tutto. Quest’ idea è da tempo che mi frulla in testa. Certo però che se non avessi sto mutuo da pagare…
Percepisco nelle parole di Sonia l’impotenza di chi, a voce alta, fa un bilancio e valuta le chances per un futuro incerto, ma non so dirle nulla di confortante. Sonia con enfasi continua a parlare
- …d'altronde nella società inglese per la quale ho lavorato in passato sono stata premiata come miglior venditrice del gruppo Italia… sono anche andata a Londra per la premiazione.
Ironicamente, e per stemperare l’effetto grave di Sonia, esclamo
- ma dai! non sapevo di essere di fronte ad un’ autorità “internazionale” in fatto di vendite.
Sonia coglie l’ironia e sorride ma permane quel senso di insoddisfazione trapelato dalle sue parole.
Penso a Sonia come ad una ex campionessa che abbandonata la carriera sportiva dopo alcune gare a livello agonistico, ama raccontare i successi del passato, e in quel passato ama rispecchiarsi anche nel presente, congelando in un fotogramma la propria immagine come in un vecchio film d’essai, durante i titoli di coda in una sala oramai vuota.
È tardi. Ho finito il mio lavoro. Saluto Sonia che, circondata da alcuni clienti, alza lo sguardo in cenno di saluto. Le porte a vetri scorrevoli davanti a me si aprono al mio passaggio, la musica in filodiffusione del centro commerciale sfuma per fondersi con il rumore del traffico della tangenziale. Fuori è già sera.
fine
Foto: Edward Hopper - Figura sola a teatro 1902